ANDY WARHOL A PIAZZA VERDI (Rai Radio 3)

Il 21 Ottobre siamo stati ospiti a Piazza Verdi. 

Ecco qui sotto la registrazione:

 

Questo invece il link dei podcast di rai radio 3 tra cui il nostro (credo resti online solo questa settimana) http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-3a6b8ca5-a7ac-477c-a0e3-71a0b01cd706-podcast.html?refresh_ce

Buon ascolto e ci vediamo presto a teatro! 

il Mercante di Venezia torna in scena

DAL 9 al 26 NOVEMBRE torna in scena il Mercante di Venezia al Teatro Sala Fontana di Milano.

Nell’attesa guardateci un po’ in questo bel video promo!  

Posted by Teatro Fontana on Montag, 16. Oktober 2017

Il viaggio infinito delle Donne in guerra

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dal 31/8 all’11/9 #GenovaCasella h20.15

DONNE IN GUERRA

Ideazione e regia: Laura Sicingano
Testo: Laura Sicignano e Alessandra Vannucci
Costumi: Laura Benzi
Con Anna Paola Bardelloni, Fiammetta Bellone, Sara Cianfriglia, Arianna Comes, Elena Dragonetti, Irene Serini

Prodotto da TEATRO CARGO – Genova

 

Incredibile ma vero. Questo spettacolo non riesce a spegnersi. Passano gli anni, le attrici invecchiano, alcune di loro addirittura partoriscono, il trenino di Casella (del 1929) ogni tanto non regge il colpo, ma poi risorge, riprende il viaggio, spicca il volo sopra i boschi in cui si nascondevano i partigiani, sopra il tempo…il pubblico si mette in fila e aspetta di salire in carrozza, di viaggiare, di volare, di compiere insieme a noi la grande impresa.

Chi lo sapeva quando abbiamo cominciato che sarebbe andata così? Io no di certo. Secondo me neppure Laura Siciniano che lo ha scritto, diretto, e tenacemente riproposto ogni anno a dispetto dei venti contrari che soffiano spietati sul fronte teatrale e non solo. In tutti questi anni…Irene, il personaggio che porto in scena, con cui condivido il nome, e con cui ho provato e provo a condividere l’immenso dolore, mi è stata sempre incredibilmente vicina. Lo stesso e ancor di più, possono dire le mie colleghe e amiche, per Anita, Scià de Negri, Zaira, Maria, Milena. E tanto può dire il pubblico che si mette in fila…che ritorna. Più di tutto ho amato il pubblico che, in tutti questi anni, è tornato, regalandoci condivisione profonda, chiedendoci di ripetere l’unicità di un evento che va ben al di là della messa in scena.

Grazie.

Dal 31 agosto all’11 settembre saremo ancora una volta in viaggio. Consiglio in tutte le lingue del mondo di prenotare il biglietto, altrimenti rischiate seriamente di perdere il treno dato che non riusciamo a scampare al tutto esaurito. Questi i contatti del Teatro Cargo di Genova:  tel 010694240 | mail promozione@teatrocargo.it

Questo invece il link alla critica che più ho amato (si riferisce ad una delle repliche invernali proposte in teatro), firmata da Tommaso Chimenti sul Blog del Fatto Quotidiano: Donne in guerra è un inno all’indipendenza femminile – Tommaso Chimenti

Vi aspetto.

Irene

gruppo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Mercante di Venezia regia di Filippo Renda

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Si può ben dire che sia una frana ad aggiornare il mio sito!

Di cose belle ne sono accadute tantissime in questa stagione (2015/2016), scriverle tutte ora farebbe ridere.

Quella che più mi è piaciuta è stata Il Mercante di Venezia, adattamento e regia di Filippo Renda con la compagnia Idiot Savant.

Qualche recensione per dare l’idea:

claudio facchinelli corrierespettacolo.it

francesca romana lino fatti di teatro

carlo tomeo italiapost

 

ATOPOS - I RIVERBERI DEL CORPO

10295706_597574537006249_5674441971816682770_nAnche se con grave ritardo segnalo che Atopos è stata ospite della rassegna I RIVERBERI DEL CORPO, organizzata dal Teatro Franco Parenti #Milano.

2 settimane di performance che univano compagnie milanesi pronte ad indagare sul corpo attraverso teatro, danza, video, conferenze-spettacolo…con un pubblico itinerante disposto a tornare e ritornare più volte, e a riempire di applausi le innumerevoli sale del Franco Parneti.

E’ stato bellissimo!

Ora tutta Atopos si spara delle meritatissime vacanze, tranne la sottoscritta che continua a sudare ancora per un pò con spettacoli secolari  (#GliSpaziDelTeatro di Comunità Progetto | #DonneInGuerra & Co.).

Ci si rivede a settembre con una serie di news da leccarsi i baffi [tra cui (auguriamoci tutti): il nuovo sito di PROGETTO ATOPOS!]

Nel frattempo buone vacanze ai teatranti dispersi, ai folli, ai teppisti, a quelli che cantano sotto la doccia stile Jimi Hendrix, a quelli che l’orientamento sessuale è relativo e che l’identità di genere cambia di ora in ora…: maschi & femmine ci crearono, maschi & femmine siamo.

So che non si capisce niente, ma vuole dire molto!

W l’estate.

Irene

 

 

Moana Porno-Revolution Teatro Virginian #Arezzo

 

10947351_781668555244714_4340890848226262108_nSi lo so che ultimamente arrivo in ritardo anche a scrivere le nuove date sul sito.

Ma chi mi ama porta pazienza, e cerca di capirci qualcosa su Twitter e su Facebook…no?

Intanto per portar memoria siamo appena stati ad Arezzo con una splendida data “Standing Ovation” al Teatro Virginian.

Prossimamente torneremo per la seconda volta a Padova e se Dio onnipotente finalmente strizza l’occhio, arriveremo anche a Pisa (sono 4 anni che prendiamo accordi e poi alla fine salta tutto…che karma!).

Vi aspetto, ovunque!

Irene @Caleidoscopic1

 

Notturno @TeatroFilodrammatici #Milano dal 13 al 18 gennaio 2015

 

Notturno Foto

 

Qualche link tanto per farvi un’idea positiva della cosa:

fattiditeatro| francesca romana lino

bora.la | corrado premuda

liberolibro | alberto figliolia

lettura.corriere.it | alessandra sant’angelo

 

 

 

Notturno - La Ragione al Sonno debutta a Trieste

NOTTURNO LOCANDINA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTTURNO

la ragione al sonno

liberamente tratto da La casa del sonno di Jonathan Coe

con Irene Serini, Alice Redini, Filippo Renda

scene e costumi Eleonora Rossi

musiche Patrizia Rossi

disegno luci Marco Giusti

regia e drammaturgia Filippo Renda

un progetto CRASC, Ludwig – officina dei linguaggi contemporanei, Idiot Savant

link alla presentazione di NOTTURNO | IL ROSSETTI

Il linguaggio è un traditore, un agente segreto doppiogiochista che scivola tra un confine e l’altro nel cuore della notte. È una pesante nevicata su un paese straniero che nasconde le forme e i contorni della realtà sotto un manto di nebuloso biancore. È un cane azzoppato che non riesce mai a eseguire correttamente gli esercizi richiesti. È un biscotto allo zenzero che, lasciato a inzupparsi per troppo tempo nel tè dei nostri auspici si sbriciola diventa niente. È un continente perduto. Il linguaggio è un’amante crudele e fedifraga; è un baro astuto dalle maniche pullulanti di assi; è un suono distante di flauto in una notte nebbiosa, che ci tormenta con melodie semi dimenticate; è la luce all’interno del frigorifero che mai si spegne finché noi restiamo a guardarla; è una tovaglia troppo corta; è un coltello nell’acqua.

In Italia, “La Casa del Sonno” ha avuto successo più che in qualsiasi altro paese. Il motivo va forse ricercato nel riuscito connubio tra il contenitore – il romanzo – e il contenuto – l’attrazione erotica, slegata dall’attrazione di genere. Con uno stile raffinato e avvincente, Coe riesce ad avviluppare il lettore costringendolo, suo malgrado, a vincere resistenze intellettuali e morali profonde e ad aprire tutto ciò che all’eros e all’amore contribuisce: cuore e mente, istinto e razionalità. Su questo dualismo, una combinazione di per sé finita eppure in continua espansione, nasce e si costruisce “Notturno”. Sulla scena si muovono due adulti e il loro amore. Tra loro, la disperazione di non essere stati in gioventù all’altezza del sentimento che provavano, con la consapevolezza di non essersi opposti al ricatto delle dinamiche di genere della società. Motore dell’azione e del conflitto è un terzo personaggio, marginale nel romanzo di Coe ma determinante per l’adattamento alla scena: uno psicanalista lacaniano. Da lui, nella spettrale clinica chiamata Casa del Sonno e specializzata nel trattamento delle dissonnie (ovvero, i disturbi del sonno), uno dei due protagonisti è in cura per una pesante forma di narcolessia. Le patologie del sonno saranno il comune denominatore delle storie dei personaggi. E proprio allo psicologo sarà affidata la restituzione al pubblico di una personale e particolarissima visione del loro stato psicologico. Come nel romanzo, la drammaturgia è costruita come un flipper narrativo. La relazione tra i due si muove tra futuro e passato, tra visioni e ricordi, in un conflitto latente che tinge la storia di giallo e porta lo spettatore a investigare, partecipando con la mente e con il cuore, per capire cosa sia successo ai protagonisti e al loro amore. La regia amplifica e provoca l’immersione dello spettatore nella storia; e lo fa con tutti gli strumenti che le sono concessi dal gioco teatrale, dal testo alle luci di sala. Il palcoscenico è pensato come una graphic novel in movimento e ruba momenti e suggestioni al cinema. L’estetica si ispira allo steampunk, la cui sintesi è racchiusa nel motto: come sarebbe stato bello il passato se ci fosse già stato il futuro.

Filippo Renda